Museo Diocesano

Collocato all'interno dell'ex Seminario Diocesano e concesso in comodato d'uso, ospita i Laboratori di Restauro della Soprintendenza ed un Deposito di opere d'arte, per lo più provenienti dal territorio ma anche di proprietà demaniale. La Soprintendenza gestisce il Museo attraverso il proprio personale di vigilanza ed il coordinamento del Soprintendente in accordo con il  Direttore del Museo.

All'interno, negli spazi gestiti dalla Curia, vi sono la Biblioteca e l'Archivio Diocesano. L'edificio, fondato dopo il Concilio di Trento e ristrutturato nel XVIII secolo, presenta una facciata neoclassica realizzata nel 1832. 

Nel museo sono conservate  testimonianze medievali di grande rilievo come le 69 formelle in avorio con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento ed il prezioso Exultet,  rotolo in pergamena con miniature e testi contenenti l'annuncio della salvezza, che veniva srotolato durante la liturgia della Veglia Pasquale  per annunciare, attraverso le immagini, al popolo per lo più analfabeta, la Resurrezione.

La pinacoteca è ricca di testimonianze che coprono l'intero arco della storia, dal Medioevo al XVIII secolo, con punte di eccellenza.come la Crocifissione di Oderisio del XIV secolo o la Pietà e la Madonna e Santi di Andrea da Salerno, il principale pittore rinascimentale dell'Italia meridionale.

Da quest'anno, con il nuovo allestimento, saranno esposti  i dipinti lasciati in eredità dalla famiglia Ruggi d'Aragona alla Curia Arcivescovile e restaurati a cura della Soprintendenza, che formano un in importante corpus fino ad oggi sconosciuto dal pubblico.